Da Pechino alla Grande Muraglia, tra strade di campagna, una funivia un po’ ballerina e chilometri di Muraglia completamente deserta

La Grande Muraglia è uno di quei luoghi che non hanno bisogno di presentazioni. La conosciamo tutti attraverso fotografie, documentari e libri di storia, ma trovarsi davvero davanti a quelle antiche fortificazioni è un’esperienza completamente diversa. Soprattutto se si sceglie un tratto come Jinshanling, lontano dalle sezioni più frequentate nei dintorni di Pechino e immerso in un paesaggio montuoso che sembra fatto apposta per accompagnare le mura fino all’orizzonte.
La nostra escursione è stata organizzata in agosto, durante il soggiorno a Pechino. La sveglia suona alle sei del mattino e, prima di partire, facciamo una colazione veloce in camera con alcuni dolci comprati al vicino Seven Eleven, aperto ventiquattr’ore su ventiquattro. Non sarà la colazione più memorabile del viaggio, ma è pratica e ci permette di essere pronti in orario.
Alle sette ci aspetta l’autista che abbiamo prenotato per raggiungere la Muraglia. Ci attende una giornata intensa, anche se in quel momento non sappiamo ancora quanto cammineremo.
Da Pechino alla Muraglia
Lasciamo il centro di Pechino quando la città sta cominciando a svegliarsi. Il nostro autista non parla inglese, ma riusciamo comunque a comunicare quando serve, ricorrendo ogni tanto al traduttore sul telefono.
Il viaggio dura circa due ore e un quarto. All’inizio attraversiamo una campagna pianeggiante, punteggiata da villaggi e strade che si allontanano progressivamente dalla metropoli. Poi il paesaggio cambia: la strada comincia a salire, le curve si fanno più frequenti e le montagne prendono il posto degli edifici e delle aree urbane.
È una di quelle trasferte che aiutano a capire quanto sia grande la Cina e quanto rapidamente possano cambiare i suoi paesaggi. Pechino sembra sempre più lontana e, man mano che ci avviciniamo alla destinazione, cresce la curiosità di vedere finalmente la Muraglia dal vivo.
Arrivati a Jinshanling, l’autista parcheggia a circa cento metri dalla biglietteria e ci accompagna fino a una piccola struttura che ospita un bed and breakfast. Qui ci permette di utilizzare i servizi, approfittando del fatto che alcune camere sono vuote. Ci propone anche di pranzare più tardi nel relativo ristorante, gestito da un suo conoscente.
La proposta ci lascia inizialmente un po’ perplessi: quando un autista ti accompagna in un posto e ti suggerisce il locale di un amico, è inevitabile chiedersi se si tratti di una buona idea. Per il momento, però, pensiamo alla Muraglia. Al pranzo ci penseremo al ritorno.

La salita in funivia
Per accedere alla Grande Muraglia presentiamo i passaporti e acquistiamo i biglietti per la funivia. Abbiamo deciso di utilizzarla per la salita, risparmiando le energie necessarie per la camminata vera e propria.
Le cabine sono piccole, vecchiotte e capaci di ospitare due persone. Quando iniziamo a salire, la sensazione di trovarsi su un impianto non proprio modernissimo si fa sentire. La funivia procede lentamente sopra il pendio e, mentre il terreno si allontana sotto di noi, qualche movimento della cabina contribuisce a rendere il tragitto più movimentato del previsto.
Diciamo che non è esattamente il momento in cui ci sentiamo più rilassati.
La salita dura circa dieci minuti. Verso la fine, però, tra gli alberi e il profilo delle montagne, comincia finalmente a comparire la sagoma della Grande Muraglia.
È il momento in cui capiamo che siamo arrivati nel posto giusto.
Finalmente sulla Grande Muraglia
Una volta scesi dalla funivia, raggiungiamo il primo tratto delle fortificazioni. Ci fermiamo quasi subito a osservare il panorama: le mura si allungano sulle creste delle montagne, seguendo il terreno con un andamento tutt’altro che regolare. Torri di guardia, scalinate e tratti di pietra si alternano lungo i rilievi, dando l’impressione che la costruzione sia stata adattata a ogni singola piega del paesaggio.
La prima torre che raggiungiamo ospita una decina di persone. È un numero contenuto e ci permette di guardare con calma quello che ci circonda, senza doverci continuamente spostare per lasciare passare altri visitatori.
Proseguiamo quindi lungo le mura, salendo e scendendo le scalinate che collegano le diverse torri. Dopo i primi tratti, le persone incontrate diventano sempre meno frequenti, fino a lasciarci camminare per lunghi periodi senza nessuno intorno.
È una sensazione particolare: la Muraglia è uno dei monumenti più famosi del pianeta, eppure qui riusciamo a viverla senza il continuo brusio che spesso accompagna i luoghi turistici più conosciuti.
Il paesaggio fa il resto. Le montagne si susseguono in lontananza e le fortificazioni sembrano proseguire senza una fine precisa, scomparendo dietro una cresta per ricomparire su quella successiva.


Camminare tra torri di guardia e montagne
Dedichiamo almeno un paio d’ore alla camminata, attraversando diversi tratti della Muraglia e fermandoci spesso per osservare il panorama e scattare fotografie.
Il percorso è molto più impegnativo di quanto potrebbe sembrare guardando le immagini. Le scalinate sono irregolari, alcuni tratti salgono in maniera piuttosto ripida e, tra una torre e l’altra, il dislivello si fa sentire. Non si tratta di una passeggiata pianeggiante: bisogna continuamente adattare il passo, prestare attenzione a dove si mettono i piedi e mettere in conto parecchia fatica.
Ma è proprio questo continuo saliscendi a rendere la visita interessante. Ogni torre offre una prospettiva diversa e, una volta superata una salita, basta voltarsi per vedere il tratto appena percorso disegnare una linea sinuosa sul fianco della montagna.
Le torri di guardia, inoltre, non sono tutte uguali. Cambiano le dimensioni, la struttura e il modo in cui si inseriscono nel paesaggio. Alcune sono più imponenti, altre sembrano quasi nascoste tra le creste. Entrarci permette di osservare da vicino le aperture, i passaggi e le strutture in pietra che per secoli hanno fatto parte di un sistema difensivo immenso.
In diverse torri troviamo anche piccoli venditori che propongono bevande e souvenir. La loro presenza ci incuriosisce: lavorare ogni giorno in un luogo del genere significa affrontare salite, discese e spostamenti che per noi rappresentano soltanto una gita, ma che per loro fanno parte della routine. Non possiamo fare a meno di domandarci quanto sia faticoso raggiungere ogni mattina il proprio punto di vendita e trasportare fin lassù tutto il necessario.
Intanto continuiamo a camminare, fermandoci quando un panorama merita qualche minuto in più. Il tempo passa senza che ce ne accorgiamo e la Grande Muraglia si rivela molto più di un monumento da fotografare: è un percorso da vivere passo dopo passo.
Il ritorno a piedi
Per tornare alla zona d’ingresso decidiamo di non riprendere la funivia e di scendere lungo il sentiero a piedi.
È una scelta che ci permette di vedere un’altra parte del paesaggio, ma che richiede anche un ultimo sforzo. Dopo aver camminato a lungo sulle mura, affrontare la discesa non è così riposante come potrebbe sembrare. Il terreno e i gradini richiedono attenzione e le gambe cominciano a ricordarci quanta strada abbiamo già percorso.
Quando raggiungiamo finalmente la zona della biglietteria, siamo stanchi ma soddisfatti. La visita ci ha regalato panorami magnifici e la possibilità di esplorare un tratto della Muraglia con il tempo necessario per apprezzarlo.
Se decidete di seguire lo stesso percorso, considerate quindi non soltanto il tempo trascorso sulle mura, ma anche quello necessario per tornare a valle. La combinazione tra funivia all’andata e discesa a piedi è una buona soluzione per risparmiare energie nella prima parte della giornata, ma non elimina la fatica complessiva dell’escursione.


Il pranzo consigliato dall’autista
Una volta tornati alla base, arriva il momento di verificare se il consiglio dell’autista fosse davvero valido.
Raggiungiamo il ristorante che ci aveva suggerito, ancora con qualche dubbio sulla scelta. Non ci aspettiamo molto, anche perché il locale nasce più come una soluzione pratica dopo l’escursione che come una tappa gastronomica programmata.
E invece la sorpresa è decisamente positiva.
Il cibo è buonissimo, i piatti sono vari e le porzioni soddisfacenti. Mangiamo con gusto e, quando arriva il conto, scopriamo che il prezzo è anche molto conveniente.
Insomma, l’autista aveva ragione.
Dopo la camminata, sedersi a tavola e concedersi un pranzo abbondante è il modo migliore per recuperare le energie prima del viaggio di ritorno. E quell’iniziale diffidenza nei confronti del ristorante consigliato lascia spazio alla soddisfazione di aver scoperto un posto semplice, ma davvero valido.
Tornare a Pechino dopo una giornata sulla Muraglia
Nel pomeriggio riprendiamo la strada per Pechino, dove rientriamo prima di sera.
Il viaggio di ritorno ci permette di ripensare alla giornata appena trascorsa. Jinshanling ci ha mostrato una Grande Muraglia diversa da quella che spesso si immagina: non soltanto un monumento celebre, ma una lunga sequenza di fortificazioni che seguono le montagne e cambiano aspetto a ogni curva del percorso.
È stata un’escursione impegnativa, con una sveglia all’alba, un viaggio di oltre due ore per tratta e parecchi chilometri percorsi a piedi. Ma è proprio questa combinazione a renderla memorabile.
Consigli pratici per visitare Jinshanling
Se state organizzando un’escursione alla Grande Muraglia da Pechino, Jinshanling è una scelta da prendere seriamente in considerazione, soprattutto se desiderate dedicare più tempo alla camminata e al paesaggio.
- Partite presto: considerate circa due ore e un quarto di viaggio da Pechino, a seconda del traffico.
- Valutate un autista privato: permette di gestire con maggiore flessibilità gli orari di partenza e di ritorno.
- Portate il passaporto: è necessario per le procedure d’ingresso.
- Usate scarpe con una buona aderenza: le scalinate sono irregolari e alcuni tratti sono ripidi.
- Portate acqua: camminare sulle mura richiede più energie di quanto si possa pensare (comunque la troverete anche sul posto, insieme a vari energy drink).
- Considerate la funivia: può essere utile per affrontare la salita con più energie, ma informatevi sulle condizioni operative prima della visita.
- Dedicate tempo alla camminata: non limitatevi al primo tratto; il paesaggio cambia continuamente e vale la pena esplorare più torri, compatibilmente con le vostre condizioni fisiche.

Una delle esperienze più belle da fare vicino a Pechino
La Grande Muraglia a Jinshanling è stata una delle tappe più significative del nostro soggiorno in Cina. Ci ha permesso di avvicinarci a un simbolo universale della storia cinese senza ridurre la visita a una rapida sosta fotografica.
Camminare lungo le fortificazioni, osservare le torri che si susseguono sulle creste e rendersi conto della complessità di un’opera costruita per attraversare montagne e territori immensi è un’esperienza che lascia il segno.
A rendere la giornata ancora più piacevole sono stati anche gli aspetti più semplici: il viaggio attraverso la campagna, la curiosa salita in funivia e il pranzo finale che si è rivelato molto migliore del previsto.
Se avete in programma un viaggio a Pechino e desiderate vedere la Grande Muraglia dedicandole una vera escursione, Jinshanling merita assolutamente di essere presa in considerazione. Richiede tempo e impegno fisico, ma restituisce una prospettiva affascinante su uno dei monumenti più straordinari mai costruiti dall’uomo.
