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Francia

Diario di viaggio

Anna Clara, Elisabetta e Marcello on the road

5 – 23 agosto

Nota: questo diario è stato concepito come sequenza di testi e foto. La presente versione senza immagini potrebbe pertanto contenere frasi in apparenza slegate dal contesto e fini a se stesse. Mi scuso in anticipo.

Premessa

Partiamo, dove andiamo, quanto stiamo?
Queste le domande che ci hanno assillato per almeno sei-sette minuti prima di decidere!
In fondo Anna Clara avrebbe avuto già sette mesi al momento della partenza, in pratica una signorina…
In più dopo un tour di vari giorni a Trieste per Pasqua (a tre mesi) e cinque settimane di mare, era ormai una rodata miniturista!

La meta è stata scelta fissando alcuni paletti:
– raggiungibilità in auto
– relativa vicinanza all’Italia
– clima umano (che in realtà non lo è stato poi così tanto)
– ricca offerta culturale, gastronomica e paesaggistica
– posto mai visto prima da mamma e papà

Alla fine un misto di Provenza, Luberon, Costa Azzurra e Var si è rivelato azzeccatissimo da tutti i punti di vista!
Mettendo al primo posto le esigenze del topolino ed il mantenimento delle routine casalinghe, ho cercato e prenotato (ben consigliato da tanti amici del forum) tre appartamenti per una settimana, partendo dal più lontano (St. Remy de Provence) ed avvicinandomi poi all’Italia (La Crau ed infine Nizza).
Vista l’ipotizzata partenza nel giorno probabilmente più trafficato dell’anno (sabato 6 agosto), ho studiato un percorso alternativo più lungo, ma che offrisse una certa garanzia di scorrevolezza:
Mirandola – Torino – Grenoble – Valence – Avignone – St. Remy

Avendo disponibilità dell’appartamento dal sabato pomeriggio e comunque preoccupati dal caos stradale siamo riusciti ad anticipare al venerdì la partenza, ottenendo un doppio vantaggio: un giorno in più di vacanza e la possibilità di spezzare il ‘tappone’ dormendo nei pressi di Torino.
Abituati ormai da anni a voli intercontinentali ed all’ovvio limite nella quantità e dimensione dei bagagli, con Anna Clara ci si è aperto un nuovo mondo che potrei definire razional-surplus-fantozziano!
Dopo un rapido calcolo sulla capacità della nostra non piccola station wagon e sul peso-volume dei gadget fanciulleschi indispensabili, ho subito ritenuto indispensabile montare sul tettuccio il più grande ‘siluro’ attualmente in commercio, così esteso da accomodare due persone per una romantica notte da fidanzati squattrinati sotto un cielo di stelle! Peccato non averci pensato in gioventù!

Pochi giorni prima del ‘debutto’ nel primo grande viaggio a tre, ho tirato fuori da un cassetto il gioco ‘dei 15’ per abituare la mia mente a quel nuovo sport che per quasi tre settimane avrei praticato con una certa assiduità: il carico-scarico di tutto l’armamentario che ci siamo portati dietro.
Tra i dubbi che di tanto in tanto affioravano, lo studio di mappe, guide e diari ed il malcelato mugugno dei parenti, ben più lieti se avessimo scelto una vacanza dietro casa, si è così giunti a venerdì 5 agosto, ultima mia mattina di lavoro prima del via, fissato nel primissimo pomeriggio di una classica giornata afosa, umida, quasi collosa di inizio agosto nella pianura padana.

Venerdì 5 agosto

Si parte!

Dopo i saluti di rito ai nonni, un check dall’auto dal meccanico ed il salasso al distributore le nostre vacanze estive hanno finalmente inizio!

Una delle meravigliose caratteristiche di Anna Clara è la capacità di addormentarsi in pochi minuti ogni volta che siamo in viaggio e questo caso per fortuna non fa eccezione.

A differenza nostra, tutti procedono verso sud e, come sperato, uno scarso traffico ci fa compagnia fino al residence scelto alle porte di Torino.

In contrasto con quanto fatto negli anni precedenti, quest’anno ho cercato sistemazioni comode, di ampia metratura e con almeno due camere separate, trascurando, nei limiti del ragionevole, l’aspetto costo.

Pertanto la scelta è caduta sul Relais le Serre, con giudizi eccezionali su Booking ed altri siti simili.

Non è semplice da trovare, essendo in cima ad una collina, immerso nella pace di una zona residenziale, ma

I proprietari sono stati veramente ospitali, subito disponibili ad indicarci qualche ristorante tipico in zona; peccato che in pochi minuti, con Betta che già pregustava un bagno in piscina, da un cielo sostanzialmente sereno, si sia passati prima al plumbeo, poi al nero intenso, per terminare con un acquazzone tipico dei Caraibi!

Scaricato il minimo indispensabile per la notte (cioè il 99% di quanto presente a bordo, non si sa mai!), abbiamo impacchettato Anna Clara per percorrere i 20 metri presenti tra appartamento ed auto e, in pochi minuti, siamo arrivati al ristorante, semideserto, pronti per la prima cena on the road!

Abbiamo scelto:

agnolotti del plin del sairas su cestino di fieno maggengo con burro e tartufo nero

agnolotti dell’accademia al sugo di arrosto

tortino di mele della valchisone caldo con crema di zabaglione

cuore al gianduja cotto al forno

Il muro d’acqua improvviso mi ha fatto trascurare il report fotografico dei piatti presi, ma ci rifaremo dal secondo giorno…

Un paio d’ore di relax e poi tutti a nanna, felici che la prima parte del viaggio fosse stata perfetta e rammaricati per la mancata nuotata notturna!

Km percorsi: 313

Sabato 6 agosto

Dopo una notte tranquilla, con il nostro topolino già abituato al lettino da viaggio, la sveglia è suonata verso le 7: colazione con i quintali di dolcetti comprati a Mirandola e ripristino del camion (ops, della SW).

Fortunatamente un pallido sole ha preso il sopravvento sulle generose dispensatrici acquee della sera prima, così, mentre Betta preparava Anna Clara, io ho potuto smaltire rapidamente le prime 2000 Kcal della giornata (1500 di fatica pura, 500 per far girare vorticosamente le rotelline del cervello intente a ricordare dove andasse esattamente ogni cosa).

Un rapido saluto alla splendida struttura, con i meritati complimenti al titolare per come sia riuscito a ristrutturare questo antico casale, e tutta la famiglia ha ripreso la marcia.

Nuovo salasso – ormai è sinonimo di rifornimento – ancora in territorio italiano, visto che da ricerche precedenti i cugini sono ancora più esosi e poi un rapido ‘cammino’ verso il confine di Stato, ascoltando Isoradio.

Parentesi: perché programmano solo canzoni degli anni 60 o di Battisti? E dubbio ancor più devastante: perché nel cuore della notte trasmettono musica classica quando invece servirebbero solo Red Bull ed Iron Maiden per non finire nel fosso?

Foraggiati ampiamente i casellanti del Frejus, passiamo senza fermarci Modane, Grenoble (peccato, la ricordo davvero bella!) e Valence, contando sul lunghissimo sonno di Anna Clara, che da quattro ore dorme beata.

Purtroppo anche per i francesi è periodo di ferie e la A7, che scende da Lione verso la costa, si rivela ad altissimo rischio code: pochi km dopo, valutando con Betta se sia il caso di percorrere strade alternative o insistere sull’autostrada, iniziamo a sentire i morsi della fame ed un ristorante sarebbe davvero apprezzato.

Deviamo sulla N7 verso Montelimar (capitale francese della nocciola in tutte le sue più dolci forme), costeggiando a tratti il Rodano e godendo di belle vedute, fino ad arrivare ad un Campanile Hotel con annessa ‘pappatoia’

Manutenzione ordinaria per Anna Clara (passeggiata, pappa e cambio), sempre tenera e sorridente, insalata per la mamma e insolito hamburger per papà: al posto del pane ci sono due crocchette di patate giganti, ottima scelta!

Ultime due ore in auto e finalmente, verso le 14.30 arriviamo nel ‘nostro’ paesino: St. Remy de Provence

Abbiamo l’appartamento nel cuore del centro storico, in una zona pedonale vicinissima alle vie principali, ma per fortuna poco calcata dai turisti.

Pochi minuti a Lauren (sposata con un italiano, molto simpatica e parlante molto bene la nostra lingua) ci consegna le chiavi e ci illustra l’infinita lista di gadget del nostro appartamento su due piani.

Arredato a nuovo, con gusto e maestria, ci conquista immediatamente e siamo davvero felici di poterlo ‘vivere’ per un’intera settimana…

Mentre Betta ed Anna Clara si accomodano, lo sherpa in venti giri riesce a scaricare l’auto, afflitto, ma non vinto, da un caldo notevole e dalla voglia di doccia!

Visto che la giornata è ancora lunga, ma preferiamo muoverci solo a piedi, iniziamo l’esplorazione del borgo, esaltati sempre più da tanta bellezza.

Tra mercatini e rilassato passeggio, arriva l’ora di cena e, visto che Anna Clara ha deciso di riposare un altro po’ prima della pappa, ne approfittiamo per cenare in un caratteristico locale all’aperto

Km percorsi: 487

Km totali: 800

Domenica 7 agosto

St. Remy di notte è silenziosissima, Anna Clara ha dormito come un angioletto (anche mamma e papà) e per oggi non è previsto un trasloco: le premesse per una splendida giornata ci sono tutte!

Le previsioni meteo non sono esaltanti, ma nemmeno pessime; il sole pieno dovrebbe arrivare domani!

Non avendo ancora il ritmo da vacanza e dovendo finire di sistemare i bagagli siamo pronti per uscire molto tardi, già passate le dieci: la soluzione più logica è quindi quella di dirigerci verso Avignone e di visitarla con tutta calma fino a sera.

Ho programmato sette visite giornaliere a non più di un’ora di distanza da St. Remy, che si rivela proprio al centro della zona che desideriamo visitare: un altro punto a favore del borgo amato e frequentato da Vincent Van Gogh.

In centro i parcheggi gratuiti sono pochi e preziosi come l’oro, quindi quasi ci dispiace partire con l’auto, sapendo che la sera potrebbe essere un problema posteggiare nei pressi dell’appartamento, ma non possiamo far altro che sperare…

In circa mezz’ora il TomTom ci guida fin sotto le mura di Avignone e non è difficile, visto che è domenica, trovare uno spazio libero dove lasciare la fida ‘quattroruote’.

Rivestiamo Anna Clara, prepariamo il kit antipioggia del passeggino (che fortunatamente servirà a poco) ed iniziamo la passeggiata!

Visto che non piove ci avventuriamo in salita (io spingo il passeggino e Betta mi incita!) nei curati giardini del palazzo e ci rilassiamo godendoci il panorama.

Dopo aver scoperto quanto sia più facile trovare una messa al circolo polare artico piuttosto che nella città dei papi, torniamo verso piazza dell’Orologio, piena di gente e di ristorantini; cerchiamo un locale che ci permetta di sistemare comodamente il passeggino, ma con disappunto notiamo quanto i francesi amino incastrare tavoli da 4 (nani) in un metro quadro!

Scegliamo il meno peggio visto che i menù (turistici) sono tutti simili; meteo ed orario infatti non consentono di allontanarci in zone più tranquille con ristoranti migliori, ma ci rifaremo…

Con il pancino pieno ripartiamo alla scoperta di Avignone, addentrandoci in vicoli molto caratteristici.

Ci colpisce (molto) un negozio in stile belle epoque che espone un’infinità di dolci artigianali (o che sembrano tali) e non possiamo esimerci dal fare qualche acquisto!

Come consigliato dalla Rough Guide scendiamo verso il fiume e prenotiamo una visita in battello sul Rodano; qualche minuto di attesa e procediamo all’imbarco.

Anna Clara è sveglia e si mostra molto interessata al panorama!

In pochi minuti si giunge in prossimità dello splendido pont Saint-Bénezet, il ponte interrotto protetto dall’UNESCO (come tutto il centro storico) e ricordato in una famosa canzone per bambini.

Contenti per quanto visto e non volendo strafare il primo giorno effettivo di vacanza, senza fretta rientriamo a St. Remy.

Approfittando di un riposino della cucciola, visitiamo un mercatino dell’antiquariato nelle vie del centro e facciamo un po’ di spesa.

Quanto sono simpatici questi francesi parte 1:

nel market è presente una parte fai-da-te con frutta, verdura ed olive di vario tipo: ingolosito, prendo i sacchetti (non esistono i guanti monouso) e li riempio con attenzione, ma la legge di Murphy non concede deroghe!

Vedendo che dietro al bancone del banco gastronomia c’è un rotolo di scottex, chiedo gentilmente all’addetto, mostrando le mani unte, qualche pezzo di carta per asciugarmi un po’; risposta: ‘Questo è solo per me, tu ti arrangi!’

Più basito che arrabbiato me ne vado mestamente, certo che per tutta la settimana piuttosto avrei fatto la fame, ma non sarei più tornato lì!

Cena in casa, bagnetto e giochi con Anna Clara, un po’ di TV poi a letto anche mamma e papà….

Km percorsi: 45

Km totali: 845

Lunedì 8 agosto

Oggi splende il sole!

Ormai organizzati al meglio, dopo una lauta colazione ed un po’ di gioco con Anna Clara, siamo pronti per partire alla volta di Arles, porta naturale della Camargue (che visiteremo nei prossimi giorni) e patrimonio dell’umanità UNESCO relativamente ai monumenti romani e romanici.

E’ relativamente vicina e la strada per raggiungerla si inerpica dolcemente nelle Alpilles, piccola catena montuosa (larga appena 25 km) che si erge isolata in prossimità di St.Remy.

Arriviamo ai piedi di Les Baux de Provence, splendido borgo arroccato, ma vista la folla di turisti e pullman decidiamo di tornare nel pomeriggio e quindi proseguiamo per il centro di Arles.

Il centro storico, solo in parte aperto alle auto, ci crea qualche problema di orientamento e impieghiamo qualche minuto a capire che il parcheggio raggiunto con il navigatore è in effetti a pochi passi dal famoso anfiteatro.

Per poter visitare la città senza vincoli e fretta, cerchiamo subito un ristorante aperto (anche se sono le 11.30) ed approntiamo la pappa di Anna Clara. Il piatto del giorno è la Paella: impossibile non ordinarla!

Qualche centinaio di metri e davanti a noi si erge maestoso uno dei più grandi anfiteatri romani mai costruiti.

In biglietteria non sono così convinti che la visita con un passeggino sia una buona idea, ma noi non desistiamo e, fatti i biglietti, entriamo in questo ‘pezzo di storia’.

Le scale non mancano, ma con pazienza riusciamo a superare ogni dislivello!

Capace di 21000 spettatori nel momento di massimo splendore è davvero un piacere passeggiare tra arcate e corridoi; l’arena è ora attrezzata per rappresentazioni teatrali e musicali e tutte le strutture tecniche tolgono un po’ di magia, ma gli scorci affascinanti non mancano…

Al termine della visita ci concediamo la prima di una infinita serie di granite e ci ‘perdiamo’ tra le caratteristiche vie del centro, fino ad arrivare al secondo simbolo di questa città: il teatro romano.

La visita, compresa nel precedente biglietto, questa volta sarà tutta in piano, con grande gioia di ‘papy the lifter’.

Anche in questo luogo sono previsti concerti architettonicamente molto invadenti, ma l’idea degli antichi fasti è ancora presente.

Super Anna Clara sembra davvero gradire e questo rende rilassanti e gradevoli le nostre giornate…

Un rapido passaggio in piazza della repubblica, davanti alla cattedrale (San Trofimo), al foro ed al circo e ci dirigiamo di nuovo al parcheggio.

Come programmato, in pochi minuti arriviamo a Les Baux, borgo tutto in salita (che bello!) e di rara bellezza.

La pavimentazione è storica, ovviamente non asfaltata, ma acciottolata e questo rende ancora più avvincente far da trattore ad Anna Clara!

Nota: il minerale denominato bauxite venne scoperto qui nel 1822.

Passando per graziosi paesi ben curati, con aiuole fiorite e fontane, rientriamo a St.Remy.

Per cena scegliamo di far spesa in una formaggeria (facile da raggiungere, visto che emana effluvi a 100 metri di distanza), facendoci consigliare una serie di assaggi di prodotti non in vendita in Italia, tutti molto stagionati o arbori nati. Per un amante dei formaggi, un piccolo paradiso.

Consiglio di terminare tutto e lasciare libero il frigorifero se non si vuole svenire il mattino dopo alla prima apertura!

Il solito dopo cena tranquillo sul tappeto di gioco e poi tutti a nanna!

Km percorsi: 60

Km totali: 905

Martedì 9 agosto

In ogni vacanza ci sono alcuni giorni che sono speciali: quello della visita al Colorado Provenzale rientra sicuramente in questa categoria!

Cielo limpido, sole splendente e caldo che non si farà attendere a lungo nel corso della mattinata.

Dopo la consueta fase preparatoria, di buonora siamo in auto, pronti per la prima giornata di trekking.

La strada statale, abbastanza anonima, cede il posto dopo ATP a stradine secondarie che si immergono nei colori della Vaucluse, regione famosa per il Mont Ventoux e per le immortali tracce lasciate dal grande Francesco Petrarca…

Ancora pochi chilometri e, superata Rustrel, si arriva senza difficoltà al centro visitatori del parco.

Da qui un sentiero parte alla scoperta di questa meraviglia e noi, instancabili ottimisti, proviamo ad affrontarlo con il passeggino! Bastano però pochi metri e la prima discesa tra sassi e rami ci fa immediatamente cambiare idea: giù il passeggino e zaino (porta bebè) in spalla!

Anna Clara sembra abbastanza divertita, le spalle di mamma e papà lo saranno presto molto meno…

Alcuni tornanti immersi nella vegetazione celano il segreto del Colorado, ma pochi minuti sono sufficienti per far alzare il sipario…

Sembra di entrare in un altro mondo: colori, sfumature e silenzio si accoppiano con gioia, serenità e sorpresa!

Anche Anna Clara è colpita: si volta di continuo per cercare di cogliere ogni sfumatura e, tra sorrisi e versolini, sgambetta allegramente.

Ci sono alcuni sentieri segnati, ma è più divertente esplorare in autonomia, salendo sulle colline e circumnavigando rocce colorate.

Si potrebbe camminare senza meta ancora per ore, ma l’ora della pappa si avvicina sempre più, quindi decidiamo di rientrare al centro visitatori con annesso ristorante.

Nel menù semplice, ma particolare, optiamo per il piatto unico con arrosto di quaglia, fois gras, mozzarella, formaggio e verdure varie: che strano abbinamento!

Risaliamo in auto, pronti per raggiungere Roussillon, il borgo delle ocre: la mie donne presto si addormentano ed io mi gusto il panorama che scorre lento…

Ci fermiamo qualche minuto al museo ‘a tema’, poco adatto però ai bambini e a chi non abbia voglia di stare al chiuso con una così bella giornata.

Trovato con molta difficoltà un parcheggio (a pagamento, come sempre), partiamo di nuovo in esplorazione; proprio nel centro del paese inizia un percorso su passerelle che porta alla scoperta di questo territorio così particolare.

Sorpresa! Non sono ammessi passeggini e noi, poco previdenti, abbiamo lasciato lo zaino nel baule: unica soluzione far felice Anna Clara tenendola per un’ora in braccio… Ma ne valeva la pena!

Peccato solo per un fastidioso vento che solleva sabbia fine e costringe e proteggersi come se si fosse nel deserto.

Terminata la visita approfittiamo per una passeggiata in paese, carino e caratteristico.

A poca distanza si trova Gordes, considerato uno dei borghi più belli di Francia.

Iniziamo la visita, ma il vento diventa davvero insopportabile, soprattutto per le delicate orecchie di Anna Clara, coperta con tutto quello che abbiamo trovato in auto!

Alcuni scatti, qualche via tra le più pittoresche poi, purtroppo dobbiamo rientrare.

Giornata davvero intensa, ancora più bella di quanto sperato!

Km percorsi: 134

Km totali: 1039

Mercoledì 10 agosto

A differenza di ieri, ci sono giornate piene di aspettative che poi,  per inconvenienti, scortesia o sfortunate combinazioni non si rivelano completamente all’altezza di quanto sperato.

Niente di veramente spiacevole, ma è mancata la ciliegina sulla… Camargue!

Per fortuna una inaspettata visita pomeridiana ha riscattato tutto…

Tanto sole anche oggi, Anna Clara in piena forma, quindi tutto è pronto per questa giornata nella natura!

Ripercorriamo la strada fino ad Arles poi  svoltiamo sulla D570, una delle poce strade che tagliano questa regione.

La civiltà lascia il posto a distese verdi e stagni;  le auto sono quasi tutte di turisti…

Prima meta il parco ornitologico di Pont de Gau, a pochi chilometri dal mare.

In biglietteria un ragazzo italiano ci consegna la mappa e ci indica il percorso.

All’inizio si incontrano voliere con uccelli in difficoltà, poi ci si addentra nella parte ‘selvaggia’ …

Bellissimi i fenicotteri, simbolo della Camargue insieme a tori e cavalli bianchi.

Passeggiamo un paio d’ore nella quiete più assoluta, poi la priorità-pappa prende il comando!

Qui iniziano le disavventure: cerchiamo un ristorante lungo la strada ed in pochi minuti ne troviamo uno; scendo (sono le 13.00), entro e chiedo un tavolo, vedendo poche persone a pranzo.

Quanto sono simpatici questi francesi, parte 2

La titolare si mostra disponibile, poi, vedendo entrare Betta con il passeggino, cambia immediatamente versione e dice che ormai la cucina è chiusa.

Sono propenso alla rissa, pronto per chiamare gendarmeria, guarda nazionale e anche Sarkozy, ma è più urgente dar da mangiare ad Anna Clara, quindi, augurando una fortuna immensa a questo locale, decido di rimanere calmo.

Proseguiamo arrivando in centro a Saintes-Maries-de-La-Mer, la Riccione locale, ma nonostante ripetuti passaggi, non troviamo un parcheggio libero, nemmeno a pagamento.

Gli unici disponibili, fuori paese, hanno la sbarra per impedire l’ingresso ai camper e, aggiungo io, alle auto con il portapacchi montato!!

Nel pomeriggio era prevista la gita sulla Tiky 3 in navigazione sulla foce del piccolo Rodano, quindi, già che siamo in zona, andiamo a vedere orari e, possibilmente, prenotare.

Ma, attenzione, attenzione… Come sono simpatici questi francesi parte 3:

è prevista una partenza alle 14.30, ma vedendo che abbiamo il passeggino, dicono che non possono riservarci il posto, perché ne occuperemmo tre. Non mi preoccupo e mi offro di pagarne tre, ma NO, NON E’ POSSIBILE, i bambini non pagano! Ovviamente questa equazione non ha soluzione e la mia pazienza è agli sgoccioli!

In compenso mi propongono la corsa delle 18, che dura un’ora, perché di solito con pochi turisti: non possiamo, siamo lontani da casa e non è sensato sacrificare  Anna Clara fino a quell’ora! (Anche per una questione di principio!)

Abbiamo tutti fame e anche questa volta mi tocca essere moderato, ma il mio feeling con la Camargue è definitivamente svanito…

Ricordandoci di un ristorante sulla via del ritorno ripartiamo rapidamente ed arriviamo in locale psudochic con i prezzi da guida Michelin! Il nome? MANGIO FANGO!

Sono le 13.45, va bene tutto!

Ci accolgono dicendo che la cucina è chiusa, quindi possono servire solo piatti freddi: va bene tutto, purchè ci diate da mangiare! Il giardino estivo è molto bello, ma la vicinanza ad una delle innumerevoli stalle della zona non lascia scampo: mosche a decine, con la grinta di Gattuso e l’insistenza di un televenditore!

Diamo finalmente la pappa ad Anna Clara e poi ci lanciamo in scelte azzardatissime sul menù: un panino al salame per me ed una insalata per Betta, con dolcetto finale!

30 euro ed il pranzo è servito; forse un giorno lontano ci rivedremo…

Ripartiamo verso St.Remy, o meglio, per le rovine di una città romana alle sue porte: Glanum.

Il bel centro visitatori, con un plastico ben fatto, l’aria condizionata ed il bagno ci ridona il sorriso: Anna Clara riposa quindi scegliamo una panchina all’ombra ed iniziamo la visita alternandoci.

Nata come centro celto-ligure è poi stata abitata dai romani fin dal primo secolo A.C.

Molto ben conservata e con una accurata serie di pannelli informativi, riesce a far rivivere l’atmosfera dell’epoca e a far immergere il visitatore nella storia…

Contento per la visita, acquisto il libro che propone le ricostruzioni in 3D di tutta la città!

A pochi metri di distanza vi sono il mausoleo e l’arco trionfale, simboli della potenza romana dell’epoca.

Rapida spesa al supermercato ed anche questa giornata, piena di sorprese, volge al termine…

Km percorsi: 145

Km totali: 1184

Giovedì 11 agosto

Anche oggi siamo pronti per immergerci nella storia!

Veloci nei preparativi, con un sole splendido ad accompagnarci, impostiamo il TomTom ed iniziamo il tour…

Prima tappa lo stupefacente Pont du Gard, naturalmente protetto dall’UNESCO.

La strada per raggiungerlo non è particolarmente eccitante, ma fortunatamente breve.

Alle nove del mattino l’enorme parcheggio è praticamente vuoto ed i negozi di souvenirs devono ancora aprire…

Si paga (molto) solo il parcheggio, poi la visita del ponte non prevede costi aggiuntivi.

Una passeggiata di dieci minuti nel verde senza vista aumenta l’emozione, poi lo spettacolo inizia…

Prima di salire approfittiamo dell’ombra per dare la merenda ad Anna Clara.

La salita è agevole e, da centro ponte, si può ammirare anche il Gardon

L’arcata superiore, lunga ben 275 metri, è formata da 35 archi e l’acquedotto, alloggiato in cima,  si ritiene sia stato ‘in servizio’ per almeno 500 anni. Davvero una meraviglia tecnologica!

Incredibile che il dislivello di soli 17 metri tra Uzes e Nimes sia stato sufficiente per trasportare l’acqua lungo un percorso di 50 chilometri!

E pensare che Agrippa lo fece costruire non per necessità, ma per prestigio: i 20000 metri cubi di acqua ‘portati’ ogni giorno, erano infatti destinati all’approvvigionamento idrico di terme, bagni e altre fontane della città di Nimes.

Passeggiamo in centro tra le bancarelle del mercato e, vista l’ora, ci sediamo nei tavolini all’aperto del ristorante che guarda da pochi metri l’impressionante teatro…

Nonostante il caldo esagerato, acquistiamo il biglietto ed iniziamo la visita del teatro con l’audioguida, ma lo facciamo a turno, lasciando che Anna Clara riposi all’ombra…

Ma quanti siti UNESCO in questa zona della Francia!

Capace di ospitare 10000 spettatori, ospitava mesi di spettacoli, quasi senza soluzione di continuità…

Altra passeggiata in centro, arricchita da un ottimo gelato alla lavanda, poi ci rimettiamo in macchina alla volta di Vaison-la-Romaine. Perché i francesi mettono i trattini ovunque?

Pochi chilometri tra i vigneti e le cantine che offrono degustazioni ovunque ed arriviamo nella cittadina famosa per il ponte del primo secolo e le rovine della città romana.

Compriamo qualche omogeneizzato in centro, poi andiamo in biglietteria ed iniziamo la visita.

Interessante il museo e la dimostrazione degli antichi mestieri, con la cottura di pane secondo i metodi dell’epoca: peccato che l’assaggio sia riservato ai bambini…

In un’altra parte di Vaison si trova la seconda parte degli scavi, altrettanto belli.

Proprio di fronte all’uscita un malandato luna park vivacizza la zona e, sfortuna nostra, è presente anche un banco di churros, preparati al momento!

Come sottrarci? Confezione da 25 con quintali di zucchero e nutella! Ottima cena!

Ideali con 40°, corriamo subito a prendere una colossale granita per rinfrescarci…

Ultima tappa il ponte romano, davvero caratteristico.

Un’altra splendida giornata con le mie donne!

Km percorsi: 178 Km totali: 1362

Venerdì 12 agosto

Ultimo giorno da ‘queste parti’ e vogliamo chiudere in bellezza!

Sveglia presto, rapidi preparativi e partenza alle nove sotto un sole già caldo.

Prima tappa: abbazia di Senanque, celebre per i campi di lavanda che la circondano (purtroppo non in agosto)

La strada scorre tranquilla fino a Gordes (il borgo arroccato ventosissimo già visitato), poi si inerpica tra i boschi dondolandoci con i suoi tornanti…

Riusciamo a parcheggiare in prossimità (gratuitamente) e, montati ombrellino e cappottina parasole, possiamo iniziare la passeggiata.

I campi sono comunque suggestivi anche se solo qualche piantina all’ombra regala ancora il viola tipico della Vaucluse.

Non potendo aspettare il tour guidato (in Francese) all’interno dell’abbazia, ci consoliamo con il fornitissimo negozio:

composte, miele, caramelle e profumi vari finiscono presto nel nostro cestino ed i solitari monaci non disdegnano nemmeno la carta di credito…

Luogo sicuramente suggestivo anche se, lo scopriremo in seguito, non all’altezza della seconda delle ‘tre sorelle provenzali’: l’abbazia di Le Thoronet, avvolta nei misteri del Var…

Ripartiamo scoprendo che la strada percorsa un’ora prima diventa a senso unico negli orari di maggiore afflusso; dobbiamo quindi percorrere una decina di chilometri in più dispersi nei boschi della Vaucluse (uno ‘sforzo’ piacevole!).

A breve distanza si trova un villaggio insolito e poco pubblicizzato da guide e depliant: il Village des bories.

Costituito da una ventina di capanne in pietra a secco, ‘nato’ nel XVII secolo, è da qualche anno un museo a cielo aperto.

Fa un certo effetto camminare nelle vie di questo borgo ed entrare in costruzioni che vagamente ricordano trulli e nuraghi…

Ormai è ora di pappa ed oggi vogliamo viziarci: da questo punto di vista le stelle Michelin sono una certa garanzia ed il vicino ristorante L’Estellan è pronto ad accoglierci!

Al termine siamo veramente soddisfatti!

DI nuovo in macchina con destinazione Fontaine-de-Vaucluse, alla ricerca di ‘Chiare, fresche et dolci acque’!

Il piccolo paese, una volta ameno e poco frequentato, è ora affollato di turisti che, tra bancarelle ed idilliaci scorci, vogliono raggiungere la sorgente dall’origine sconosciuta.

Il colore della Sorgue è incredibile e le alghe verdi semiaffioranti rendono la passeggiata nel bosco davvero unica…

I primi duecento metri di passeggiata, sono ‘riempiti’ dai colori e dai profumi provenienti da chioschi e bancarelle: attirato come sempre da alimenti più o meno insoliti, mi imbatto in una meringa colossale!

Ci penso tre secondi e poi procedo all’acquisto!

Bastano poi due granite ed un succo di frutta per riuscire a digerirla!

Al termine della passeggiata la piazzetta del municipio si rivela perfetta per la merenda di Anna Clara.

Le ore di luce sono veramente tante, abbiamo quindi tempo per visitare L’Isle-sur-la-Sorgue, nota per i canali e per il numero esagerato di antiquari.

Attività molto in voga è una specie di canottaggio in simil-gondole, resa più difficile dalla risalita di cascatelle presenti sui canali: ad un cenno della guida ci si butta in acqua, si solleva il natante e meglio di salmoni si supera il dislivello!

Ormai è sera e l’ora di cena si avvicina, quindi di nuovo tutti in macchina per l’ultimo rientro a Saint-Remy…

Km percorsi: 108

Km totali: 1470

Sabato  13 agosto

Oggi giornata di puro spostamento!

Io e Betta iniziamo ben prima delle sette a preparare le ultime borse ed a smontare tutti i gadget di Anna Clara (lettino, altalena, area gioco, …) appena si sveglia: nonostante i trolley fossero quasi pronti dalla sera prima, tra i mille giri avanti e indietro per caricare la macchina, la colazione e la merenda, lo svuotamento di frigo e credenza, il check out dall’appartamento avviene solo verso mezzogiorno.

E’ un sabato di grande esodo per i francesi che, in massa, scendono verso la costa Azzurra, purtroppo dovendo percorrere la nostra stessa strada…

E infatti, ancor prima di Aix, decidiamo di abbandonare l’autostrada (bloccata per 30 km) in favore di strade secondarie. Passiamo praticamente per il centro di Marsiglia per poi, finalmente, riuscire a rientrare sulla A50 fino a Tolone.

Raggiunto l’appartamento a la Crau, diamo subito la merenda ad Anna Clara (ed alla mamma) e ci sistemiamo un po’.

Carina sua cameretta, con vista sulla silenziosa campagna e nemmeno troppo calda, nonostante il condizionatore sia solo nella zona giorno.

Scopro solo ora che la scala (o meglio la ferrata) che sale al nostro alloggio sarebbe adatta al passaggio di un climber esperto e non a quello di un povero papà sommerso di bagagli!

Stravolto e sudato come quel povero ragazzo-sherpa di Saint-Remy in solo un’ora movimento qualche metro cubo di attrezzatura.

Visto che è pomeriggio inoltrato e non abbiamo voglia di rimetterci in auto,  andiamo al centro commerciale del paese e ci riforniamo di beni di prima necessità: salame, olive, formaggi, bibite, patatine, dolci, …

Concludiamo la giornata con una passeggiata in centro a La Crau, paese in grado di interessare un turista per 45-60 minuti al massimo, ma ottimo come base per visitare i dintorni.

Come sono simpatici questi francesi parte 4:

la padrona di casa si rivela subito simpatica come un sasso nella scarpa e conferma le impressioni avute nei mesi precedenti durante assurda procedura richiesta per la caparra; niente carta di credito, niente bonifico, ma un assegno internazionale (l’ultimo l’ha utilizzato Garibaldi per ricaricare il suo TIM, deriso da Mazzini!) dal costo spropositato, per me e, per fortuna, anche per lei al momento dell’incasso.

Ha preparato un foglio, ben visibile in cucina, con scritto l’esatto numero di posate, stoviglie, mattonelle sul muro, frange nel tappeto e ne dovremo rispondere al termine della settimana…

Se Lauren aveva riempito il frigo, offerto una bottiglia di vino e tante pappe per Anna Clara, qui non troviamo carta igienica, lavapiatti, sapone: niente di niente!

In più il bagno è diviso in due stanze, una più piccola con solo il water, l’altra con vasca e lavandino, raggiungibile percorrendo il corridoio: che strano concetto di igiene e pulizia personale!

Perde mezz’ora per spiegarmi come funzioni la TV (ed io sottolineo che sia in già in uso anche in Italia, almeno dai tempi della finale mondiale 2006…) e non parla una parola di inglese: davvero l’ospite ideale!

Mi fa capire che parcheggiare proprio sotto casa, fregando loro il posto, non sia carino ed apprezzato ma, sapete, io non capisco bene il francese, quindi…

Per fortuna durante la settimana avremo ben poche occasioni di incontrarci!

Ben più simpatica la dirimpettaia, italiana di Reggio Emilia trasferitasi in Francia cinquanta anni fa, che riempie di complimenti Anna Clara e si entusiasma parlando con noi della vita in Emilia.

Km percorsi: 166

Km totali:  1636

Domenica 14 agosto

Notte tranquillissima!

Il programma del giorno prevede Hyeres ma, memori delle difficoltà incontrate ad Avignone, andiamo prima a messa a La Crau.

Inaspettatamente le vie del centro ospitano il mercato domenicale e la parte gastronomica è davvero ben rappresentata: non possiamo (e vogliamo) resistere!

Una bancarella prepara al momento e vende deliziosi tortelli ripieni in svariati gusti (carne, formaggio, verdura, spezie, variamente incrociati): optiamo per l’offerta da 12 e gustiamo passeggiando verso casa…

In tre minuti mi pento di non averne presi di più, ma c’est la vie…

E’ ormai mezzogiorno quindi partiamo verso Hyeres, rinomata località di villeggiatura, nota per le 7000 palme presenti nei suoi giardini.

Nel secolo scorso era presa d’assalto da nobili inglesi che qui trascorrevano gli inverni, ora migrati verso le più modaiole Saint Tropez e Cannes.

Percorriamo le vie medievali del centro, naturalmente in salita e, tra un souvenir ed una foto, puntiamo la piazza principale, Place Massillon.

Un negozio attira la nostra attenzione: è la boutique del pesce in scatola, con bellissime confezioni regalo.

Acquistiamo qualcosa per i parenti, poi ci dedichiamo alla ricerca del ristorante.

Ce ne sono molti con i tavolini all’aperto e, dopo una rapida carrellata, scegliamo quello meno affollato e dotato di giganteschi ventilatori, che regalano acqua nebulizzata sugli accaldati astanti!

Ancora confortati dai tortelli, optiamo per qualcosa di leggero…

Anna Clara apprezza la sua pappa, quindi ci rilassiamo qualche istante prima di continuare la visita.

Molti turisti sono al mare e siamo veramente in pochi a passeggiare in questa caldissima domenica d’agosto.

Come consigliato dalla guida (e dall’ufficio del turismo con aria condizionata a 3°C) passiamo poi qualche ora nel Jardin Olbius Riquier, tra piante tropicali, fiori, laghetti e cascate.

Perfetto per i bambini, ci sono anche passeggiate sui pony, è molto piacevole anche per gli adulti, specialmente nella calura d’agosto.

Abbiamo ancora un paio d’ore prima della cena, decidiamo quindi di andare a Cuers, gredevole borgo poco distante.

Caldo, pendenze degne dell’Alpe d’Huez e giorno festivo giustificano il deserto intorno a noi…

Scordati per un giorno i ritmi intensi della settimana precedente, rientriamo in appartamento e giochiamo con Anna Clara, che in questi giorni ha iniziato a gattonare alla perfezione!

Km percorsi: 46

Km totali:  1682

Lunedì 15 agosto

Ferragosto! Che bello passarlo on-the-road con la mia famiglia!

Dopo i rapidi preparativi ci dirigiamo verso Aix en Provence (Aquae Sextiae), nota città termale fondata e molto apprezzata dai romani.

Parcheggiare è un’impresa ed io, preso da traffico/ricerca/fretta di arrivare, non sono rapido a cogliere un prezioso suggerimento di Betta che ha trovato un posto libero. E’ tutto un senso unico e, purtroppo, questa mia inefficienza ci costa altri 20 minuti in auto.

Lo spiacevole episodio mi verrà fatto giustamente pesare ‘intensamente’ per un’ora buona, dovrò quindi impegnarmi tutto il giorno a fondo per farmi perdonare…

Per fortuna riusciamo ad incastrare l’auto in corso Mirabeau, cuore pulsante della città.

Iniziamo a passeggiare per gli stretti vicoli del centro, fino ad arrivare alla cattedrale ‘del San Salvatore’.

Sempre con i sensi di colpa costringo Betta ad andare alle terme Sextius, immenso centro benessere, per regalarle un super-mega-trattamento!

Oggi non è giornata, tutto prenotatissimo!

Ormai è ora di pranzo quindi risaliamo verso il centro e troviamo un grazioso locale nella piazza dell’Hotel de Ville.

Anna Clara capisce che la pappa non tarderà!

In attesa di un gustosissimo piatto di salmone con spezie e verdure, approfitto per fotografare i palazzi storici della piazza…

Fa molto caldo quindi, con vero spirito di sacrificio, cerco riparo per tutta la famiglia nel primo negozio aperto che mi capita…

Non mi pare cortese uscire senza acquisti perciò, con un secondo sacrificio, mi accaparro qualche delizioso frutto di marzapane!

Continuiamo il nostro giro, fino ad arrivare al corso Mirabeau, costellato di bancarelle, ma la calura limita molto i nostri movimenti…

Prima di tornare in auto passiamo una piacevole mezz’ora all’ufficio del turismo parlando con una famiglia spagnola a caccia di informazioni, visto che la moglie si dovrà trasferire in zona per lavoro a breve…

Nella prossima gita a Barcellona avremo una tappa in più da fare!

Per valutare la situazione e chiedere informazioni puntiamo verso Cassis, porto superturistico e base naturale per la visita delle Calanques…

Soliti 20 minuti a caccia di un parcheggio, poi raggiungiamo il centro dell’affollatissimo paese.

Esiste un consorzio che gestisce tutte le prenotazioni e smista i turisti sulla varie barche a seconda della tratta scelta e dell’orario…

Fortuna vuole che nel giro di qualche minuto parta un tour quindi, anche senza averlo preventivato, ci imbarchiamo dotati di cappellini, granite e creme solari!

Non è la prima volta in barca per Anna Clara, ma il dubbio che non gradisca le onde del mare aperto non ci abbandona per un po’….

La costa è splendida, così come la marina vista da bordo e la brezza delicata rende la navigazione piacevolissima!

Il nostro topolino inizia una lotta personale con il cappellino del papa, ma alla fine lo conquista soddisfatta!

Felicissimi per l’inaspettata gita, passeggiamo in centro tra i negozi di souvenirs, facciamo una pausa in una gelateria italiana e, con il maestoso forte sopra di noi, salutiamo Cassis….

Km percorsi: 209

Km totali:  1891

Martedì 16 agosto

Il programma di oggi prevede una delle tappe più impegnative ed affascinanti allo stesso tempo: la gola del Verdon.

Il timore è dato dai molti km su stradine di montagna, con Betta che soffre il mal d’auto ed Anna Clara che potrebbe d’un tratto non gradire…

Decidiamo di tentare l’impresa e, con un sole già accecante, partiamo di prima mattina.

All’inizio è tutta autostrada ed i km scorrono veloci, poi, poco dopo Draguignan, la D955 inizia a salire ed a contorcersi!

Il traffico è scarso, ma riesco a ‘beccare’ due camion militari proprio nel cuore della salita.

Impossibile sorpassarli, quindi gli ultimi km sembrano davvero interminabili…

Come spesso accade quando si visitano canyon, fino all’ultimo secondo non si vede nulla, se non boschi e montagne.

Parcheggiamo nella prima area di sosta indicata, individuiamo il ristorante che ci ospiterà a pranzo ed iniziamo la passeggiata.

Anna Clara ha dormito tutto il tempo, Betta ha stoicamente resistito e, come sempre, mi accompagna ovunque!

Le immagini bidimensionali mortificano davvero lo spettacolo che si apre davanti ai nostri occhi, ma qualche scatto è comunque dovuto…

Quasi 700 metri ci separano dal fiume e, nel silenzio assoluto, è possibile sentire lo scorrere dell’acqua ed il verso dei rapaci…

Alcuni sentieri di pochi metri permettono di arrivare a terrazze naturali (protette però con palizzate) dalle quali si possono vedere anse diverse del fiume.

E’ ormai ora di pranzo per Anna Clara, quindi ci sistemiamo al ristorante per darle la pappa.

Locale superturistico, offre piatti ‘classici’ come cotolette e hotdog, ma anche qualche delizia locale a base di selvaggina.

Riprendiamo la marcia, prima a piedi, poi con brevi spostamenti in auto, ed ammiriamo altre vedute notevoli!

Stanchi, accaldati, ma pienamente appagati, a metà pomeriggio ripartiamo verso casa.

Il traffico inesistente ci permette di viaggiare spediti, quindi approfittiamo di un paio d’ore di sole per visitare Tolone.

Il centro storico non è male ed alcuni bei palazzi ci accompagnano fino al lungomare.

Capitiamo casualmente davanti a Leonidas e non possiamo sottrarci ad un cofanetto di praline…

Ormai in ritardo per la gita che porta a visitare, via mare, alcune navi militari, mi consolo con un gelato!

L’ora di cena si avvicina, ritorniamo quindi verso l’auto percorrendo alcune vie che non mi ispirano un senso di sicurezza assoluto ma, essendo pieno giorno, non abbiamo problemi di alcun tipo.

Giornata pienissima e, come sempre, Anna Clara è stata super!

Km percorsi: 283 Km totali:  2174

Mercoledì  17 agosto

Come per la giornata di ieri, anche oggi sono in programma vari km; partiamo presto ma, quasi subito, troviamo un ingorgo in direzione Hyeres.

Resistiamo in coda alcuni minuti poi, visto che la nostra meta è abbastanza lontana, facciamo inversione e modifichiamo il programma della mattina: mai scelta fu più azzeccata!

Dopo un breve tratto di A57 verso nord-est, attraversiamo la Riserva Naturale del Plaine Des Maures, tra boschi, tornanti e belle vedute delle valli circostanti.

Betta ricorderà soprattutto i tornanti, mentre Anna Clara si è abbandonata ad un salutare pisolino sognando peluches…

Ancora qualche minuto ed arriviamo a Grimaud: la strada principale corre alla base della collina che ospita il paese ed una serie di stradine pedonali si inerpicano verso la parte storica.

Troviamo un parcheggio coperto (di fianco a noi, in batteria, le auto della polizia locale) ed iniziamo la… scalata!

Ehmm, la visita!

L’ora della pappa è giunta, comincia quindi la breve ricerca del ristorante adatto.

La scelta è limitata, ma anche oggi riusciamo a provare qualche abbinamento interessante…

Muovendoci a balzelloni da un’ ombra all’altra, passeggiamo per le viuzze di Grimaud, dove i residenti curano i giardini e le facciate quanto io farei con la mia Ferrari Enzo (se mai l’avessi…)

Forse per il caldo, forse per l’esiguo numero di abitanti, qui regna il silenzio, che si mescola con il profumo ed il colore dei fiori: sembra un borgo incantato e nulla mi impedisce di pensare che lo sia…

Il tempo scorre placido e noi, rinfrancati negli occhi e nello spirito, torniamo lentamente all’auto, non prima di aver contemplato questa vista…

La prossima tappa è l’esatto opposto: Saint Tropez!

Calca, negozi, yacht, gente agghindata, prezzi folli e caldo afoso ci danno il benvenuto!

Non passerei mai qui le mie vacanze, ma per la ‘storia’ del luogo, una visita passando in zona non si può evitare…

Dopo una granita e qualche acquisto ritorniamo al parcheggio pronti per il rientro.

Purtroppo come noi erano pronte altre centinaia di auto, con conseguente ingorgo tipo Melegnano l’ultimo sabato di agosto!

In un’ora percorriamo una decina di km poi, per fortuna, il traffico diventa un po’ più scorrevole; a questo punto però la prevista strada costiera (panoramica) deve cedere il posto ad un’anonima statale che corre nell’entroterra, ma l’ora della cena non può essere spostata ancora.

Km percorsi: 146 Km totali:  2320

Giovedì 18 agosto

Dopo quasi due settimane on the road, oggi solo relax nel parco marino di Porquerolles, a poche miglia dalla costa di Hyeres.

Superato il solito caos dei giorni feriali e trovato uno pseudo-parcheggio a solo un km di distanza dall’imbarco (strada tutti in discesa, ma prima o poi dovremo pure tornare!) arriviamo in biglietteria, affollata, ma non troppo.

Anna Clara apprezza la navigazione ed in breve attracchiamo sull’isola.

Il piccolo paese ospita un paio di ristoranti, un bazar e qualche bar, più un diving ed un centro velico.

Le spiagge più belle si raggiungono a piedi, percorrendo sentieri sterrati che partono direttamente dal centro di Porquerolles.

Mangiamo in un ristorante-creperia poco frequentato poi ci incamminiamo verso la prima spiaggia disponibile.

In agosto ci sono barche ovunque, ma non stonano troppo con il paesaggio circostante.

Anna Clara prima si riposa all’ombra di una palma…

…poi inizia un incontro di wrestling con il papà!

Trascorriamo tre ore in assoluta serenità tra acqua, giochi e contemplazione del panorama…

Ancora qualche minuto in spiaggia sulla terraferma, poi tutti a casa per cena.

Km percorsi: 37

Km totali:  2357

Venerdì 19 agosto

Ultimo giorno con base a La Crau!

Ormai le mete principali le abbiamo visitate, quindi prepariamo un tour con tre tappe insolite…

Sono più di 220 km ma, a posteriori, risulteranno ben ‘spesi’!

Dopo aver visto Senanque la settimana prima, oggi è la volta della più misteriosa delle ‘quattro sorelle’: l’abbazia di Le Thoronet, nata nel 1136, legata all’Ordine Cistercense ed arrivata al culmine della ‘potenza’ nel periodo in cui anche l’Ordine dei Templari era all’apice.

Per raggiungerla si percorre la Statale D17, immersa nei boschi e nella quiete di piccoli villaggi.

Non è molto segnalata, ma con le coordinate GPS nemmeno difficile da trovare.

Parcheggiamo in uno spiazzo sterrato tra gli alberi, diamo la merenda ad Anna Clara e ci incamminiamo percorrendo un breve sentiero in leggera salita.

Vista da fuori non impressiona particolarmente (meglio Senanque), ma l’interno è davvero notevole…

Ci siamo solo noi e questo aumenta l’alone di fascino e mistero.

Il chiostro è splendido, invita alla lettura ed al raccoglimento.

Proviamo ad immaginare come fosse la vita qui nel 1500, lontano da tutto e da tutti, con il canto degli uccelli ed i rumori della selvaggina quali unici legami con il mondo…

Non esistono visite guidate, ma nella piccola sala museale annessa alla biglietteria è possibile prendere una scarna guida in italiano, da riporre prima di uscire.

Piacevolmente sorpresi e completamente rilassati torniamo verso l’auto e partiamo in cerca di un ristorante.

Non è tardissimo, la prossima tappa si raggiunge percorrendo per buona parte del tempo l’autostrada (A8), quindi puntiamo diretti verso Saint-Maximin-la-Sainte-Baume (finito di pronunciare il nome siamo già arrivati!).

E’ una cittadina sconosciuta ai più (noi compresi, prima di leggere la guida), ma degna di nota per le vestigia gallo-romane e per la leggenda legata a Maria Maddalena.

Nella basilica infatti è conservato il teschio che la tradizione abbina alla santa di Magdala, qui arrivata su una barca senza vele e senza remi insieme a Marta, Lazzaro e Maria di Giovanni, forzatamente imbarcati a seguito delle persecuzioni romane.

Il caldo a quest’ora è asfissiante, ma in agosto non ci sono molti locali aperti e sono tutti presi d’assalto da turisti francesi ed autoctoni in pausa pranzo! Ripieghiamo quindi sul primo con un tavolino libero, mangiando bene senza esagerare.

Anna Clara si addormenta, la ripariamo bene dal sole e passeggiamo un po’ in centro, girovagando in direzione Basilica.

Dopo un gelato e qualche minuto di refrigerio seduti vicino ad una fontana, riprendiamo la marcia in direzione Cassis.

Abbiamo già visitato le Calanques, ma ‘solo’ dal mare; oggi vogliamo percorrere la panoramicissima D141, che domina alte scogliere.

Lo spettacolo davanti a noi è favoloso e regala ad ogni curva (sono veramente tante!) nuove prospettive…

Ormai stanchi e desiderosi di far gattonare un po’ la nostra principessa sul tappeto di casa, rientriamo stanchi e felici a La Crau.

Km percorsi: 226 Km totali:  2583

Sabato  20 agosto

Terzo trasloco!

Ormai pronto per i campionati mondiali di Tetris da viaggio, prima delle otto inizio la spola tra il secondo piano ed il baule-portapacchi-anfratto-portaoggetti della station wagon!

Tutto si regge su un delicato equilibrio: tanti pannolini e pappe consumiamo, tanti nuovi gadget possiamo (anzi dobbiamo) caricare! Non un solo centimetro cubo di spazio deve rimanere libero, fatta eccezione per la ‘zona Anna Clara (isola felice) il volante ed i pedali…

Senza alcuna sosta, ma mi è stato concesso di bere un paio di volte, l’operazione termina verso le 11, giusto in tempo per dare l’ultima pappa al topolino prima di partire per Nizza, tappa finale del nostro tour.

Salutati i vicini di casa, di Reggio Emilia, ma residenti qui da quarant’anni e l’insopportabile padrona di casa (che ha controllato, lista alla mano, la presenza di ogni cucchiaio, mobile, infisso, muro portante nella casa) salutiamo questa splendida regione francese ed affrontiamo un paio d’ore di autostrada, monotona, ma senza traffico.

Ci attende un bellissimo residence con piscina, adagiato sulla collina che sovrasta il capoluogo della Costa Azzurra.

Mentre Betta ed Anna Clara, fresca di pisolino, visitano la struttura, qualcuno scarica i tre metri cubi di bagaglio sotto il ‘tiepido’ sole agostano…

Visto l’orario, decidiamo di visitare proprio Nizza, non ancora consci che sia facile trovare parcheggio quanto a Times Square il 31 dicembre!

Un caso fortuito ci porta davanti ad un chiosco di churros ed un sacchetto untissimo da 20, inondato da nutella e zucchero, non ce lo leva nessuno!

Giriamo in centro e sul lungomare, circondati da palme e turisti, prima di finire (di nuovo) casualmente davanti ad un negozio Les Tropeziennes…

Con una borsa in più ci dirigiamo felicemente verso casa, facendo prima una piccola deviazione al McD.

Km percorsi: 186

Km totali:  2769

Domenica 21 agosto

Dopo una notte tranquilla e rilassata nel nuovo appartamento, ci svegliamo pronti per una giornata altamente ‘olfattiva’!

La meta di oggi prevede infatti l’immersione tra le vie ed i laboratori di Grasse, famosa nel mondo per i profumi e la lavorazione delle essenze…

Il tragitto è breve e troviamo facilmente parcheggio ai piedi della città vecchia.

Purtroppo ‘vecchia’ corrisponde a ‘piena di barriere architettoniche’, quindi ci arrampichiamo per decine di scalini sollevando in due il passeggino con Anna Clara a bordo.

Il centro è caratteristico, ma non entusiasmante quanto altri paesini visti in precedenza.

Però una caratteristica lo distingue da ogni altro luogo da noi visitato in giro per il mondo: in tutte le vie principali a pochi metri di altezza, si trovano degli erogatori che ad intervalli regolari regalano spruzzate di essenze a tutti i passanti.

Addirittura, nella piazza dietro la chiesa principale, ci sono delle sdraio dove riposare inondati da un reticolo di spara profumi!

Tra i laboratori più grandi e frequentati sicuramente c’è Fragonard, dove, oltre ad acquistare, si possono testare un’infinità di campioni. Le commesse, molto esperte, possono consigliare le sezioni adatte ai gusti di ogni cliente: agrumi, floreali, speziate (la mia preferita), classici, fruttate, …

Agli stessi prezzi di un profumino di marca in Italia, qui si portano a casa 3-400 ml di ottimo profumo.

Per i più esigenti è possibile, nel vicino museo, creare una bottiglia personalizzata, miscelando alcune delle centinaia di essenze presenti.

Ormai inebriati, cerchiamo un ristorante fuori dal circuito turistico e lo troviamo in una via laterale dopo pochi tentativi andati a vuoto.

Ottima scelta, anche se le molteplici vetrofanie Routard lasciavano ben sperare.

Dopo una ulteriore visita al laboratorio (abbiamo deciso cosa regalare a tutti i parenti quest’anno), partiamo per Cabris, minuscolo paese affacciato sul Mediterraneo dalla collina di fronte a quella di Grasse.

C’ è molto caldo, Anna Clara si è addormentata in auto, quindi dopo una pausa gelato in un parco, saltiamo da un’ombra all’altra su e giù per le vie deserte del centro.

Il nostro topino continua a riposare, quindi torniamo all’auto e puntiamo al mare!

La guida incensava (un po’ troppo ho scoperto dopo) il lungomare di Juan Les Pins e lì ci dirigiamo.

I 40 gradi e la mancanza di verde sicuramente influenzano il giudizio, ma la spiaggia iperaffollata e la sequenza di negozietti da turisti, smorzano il nostro entusiasmo.

Dopo la merenda ed un giretto in spiaggia torniamo quindi verso il residence, dove la tranquilla piscina è pronta ad accoglierci.

 Km percorsi: 119 Km totali:  2888

Lunedì 22 agosto

Ultimo giorno ‘pieno’ di vacanza…

Consapevoli del tappone che ci attende l’indomani, oggi proviamo a rimanere sotto i 100 km, quindi uniamo l’utile al dilettevole dirigendoci alla volta della vicina Cannes.

Troviamo parcheggio a qualche centinaio di metri dal lungomare ed iniziamo a passeggiare con il sole già bello alto ed intenzionato a scaldare il nostro percorso.

Ci accoglie un dedalo di viuzze pieno di negozi, assaltati da orde di turisti.

Tra i tanti dozzinali, qualcuno si distingue, soprattutto le pasticcerie storiche!

Turismo, arte, storia e sfarzo cercano di convivere, con buoni risultati…

In porto si può ammirare qualche bagnarola…

Ancora pochi passi e si giunge alla parte più nota della Croisette, calpestata da celebrità di tutto il mondo.

Vogliosi d’ombra rientriamo nel quartiere storico e ci lasciamo attrarre da un bel piatto di Maccaroni!

Viola, basilico, mascarpone, fiori d’arancio, sono solo alcuni dei mille gusti prodotti!

Cannes ci è piaciuta!

In attesa di visitare la cappella di Matisse, ci fermiamo a pranzo in un ristorante con una vista meravigliosa su Saint Paul de Vence.

Non rispettiamo proprio il dress code del locale, elegantissimo, ma troviamo posto lo stesso nella terrazza coperta (a pranzo di un giorno feriale il richiamo degli euro ha prevalso!)

Nessun piatto costa meno di 30 euro, ma la qualità è davvero elevata…

Pizza al tartufo e tagliata di filetto resteranno tra i buoni ricordi di questa vacanza…

Ancora qualche foto al grazioso borgo, poi entriamo nella cappella resa celebre dal più noto esponente fauvista.

Non si possono scattare foto, ma qualcuna nel museo degli abiti talari riesco a farla…

Ormai è ora di merenda, le mie donne iniziano ad essere stanche e poi è il caso di iniziare a preparare i pezzi del tetris, torniamo quindi a casa per l’ultima volta.

Un doveroso ‘saluto’ anche alla piscina e possiamo davvero ritenerci soddisfatti…

Km percorsi: 89 Km totali:  2977

Martedì 23 agosto

Ultimo carico!

Felicissimi per la perfetta riuscita della vacanza, dispiaciuti come sempre al termine di un viaggio, siamo comunque contenti di tornare (e far tornare Anna Clara) alle comodità di casa.

Abbiamo avuto la prova che, con i dovuti accorgimenti, è possibile fare tour impegnativi anche con un topolino di pochi mesi, senza sottoporlo ad inutili stress…

I km scorrono veloci nel traffico nullo di un martedì di fine agosto e, dopo la pausa pappa nel ristorante di un autogrill, arriviamo a Mirandola nel primo pomeriggio.

Grazie di cuore ad Elisabetta per avermi lasciato organizzare questo viaggio e ad Anna Clara per averlo reso unico, come ogni giorno della nostra vita da quando è arrivata!

Km percorsi: 475

Km totali:  3452

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