Tifone, pioggia, 31.000 passi e zero code: la nostra incredibile giornata nel regno della fantasia

Visitare un parco Disney è sempre una piccola avventura. Farlo durante il passaggio di un tifone è decisamente un’altra cosa.
Il nostro Shanghai Disneyland del 10 agosto è stato uno di quei giorni che difficilmente si dimenticano. Avevamo programmato la visita con grande attenzione, ma il passaggio del Tifone Dolphin ha inevitabilmente cambiato le carte in tavola.
La mattina è iniziata con pioggia e vento molto forti, e per qualche momento abbiamo anche pensato che forse non fosse stato un gran colpo di fortuna scegliere proprio quel giorno per andare a Disneyland.
Alla fine, invece, quella che sembrava una complicazione si è trasformata in una delle giornate più divertenti del viaggio.

Alle 6:45 siamo già ai controlli
Per sfruttare al massimo la giornata decidiamo di arrivare prestissimo.
Alle 6:45 del mattino siamo già ai controlli di sicurezza, armati del nostro Early Entry Pass.
L’obiettivo è semplice: entrare prima possibile e dirigerci subito verso le attrazioni più richieste.
La strategia funziona alla perfezione e alle 7:11 siamo già oltre i cancelli.
Abbiamo più di un’ora di vantaggio rispetto all’apertura ufficiale delle 8:30 e non abbiamo nessuna intenzione di sprecarla.
Non ci fermiamo nemmeno a esplorare l’ingresso del parco: sappiamo esattamente dove vogliamo andare.
Zootopia: Hot Pursuit e un animatronic incredibile
La nuovissima area dedicata a Zootopia è una delle principali novità di Shanghai Disneyland e naturalmente vogliamo provarla subito.
Ma per il momento niente passeggiata tra le strade della città, niente fotografie e niente caccia agli easter egg.
Andiamo dritti verso l’attrazione principale: Zootopia: Hot Pursuit.
È una scelta azzeccata.
Riusciamo infatti a salire più volte consecutivamente e abbiamo così la possibilità di apprezzare l’attrazione non soltanto come una semplice corsa, ma anche nei suoi dettagli tecnologici e scenografici.
Hot Pursuit è un ottimo esempio di come Disney riesca a combinare movimento, effetti speciali e ambientazioni cinematografiche per creare un’attrazione che sembra quasi di entrare direttamente nel film.
Ma la vera sorpresa arriva alla fine del percorso.
Sul palco del concerto troviamo Gazelle, realizzata con un animatronic di un realismo impressionante.
I movimenti sono fluidissimi e l’effetto complessivo è incredibilmente realistico.
Dal nostro punto di vista è uno dei più grandi capolavori recenti degli Imagineers Disney.
Il confronto con me che, nel frattempo, sto girando il parco in ciabatte da mare è piuttosto impietoso.
Gazelle si muove elegantemente a tempo di musica.
Io no.


Pirati e TRON
Lasciata Zootopia, cambiamo completamente atmosfera e ci dirigiamo verso Pirates of the Caribbean: Battle for the Sunken Treasure.
È una delle attrazioni che più aspettavamo di provare a Shanghai e non delude affatto.
La tecnologia utilizzata per costruire l’esperienza è notevole e l’intera attrazione riesce a dare la sensazione di trovarsi davvero dentro una gigantesca avventura piratesca.
Dai pirati passiamo poi al futuro.
La prossima tappa è TRON Lightcycle Power Run, una delle attrazioni simbolo del parco.
Anche questa la facciamo più volte.
Prima di provarla avevo qualche dubbio sull’intensità, ma alla fine la trovo decisamente più accessibile di quanto immaginassi. È adrenalinica e spettacolare, ma mantiene quel carattere tipicamente Disney che la rende affrontabile anche da chi non è un appassionato di montagne russe estreme.
La parte più spettacolare è probabilmente l’esterno, con le moto che sfrecciano sotto la gigantesca struttura luminosa.
Quando il parco comincia ufficialmente la giornata
Alle 8:30 arriva l’orario dell’apertura ufficiale.
A causa dell’allerta meteo, però, l’affluenza rimane molto più bassa rispetto a quella che ci saremmo aspettati in una giornata estiva.
Per noi è un’occasione irripetibile.
Ne approfittiamo per continuare la nostra maratona e passiamo in rapida successione da Buzz Lightyear Planet Rescue al Seven Dwarfs Mine Train, il coaster dedicato ai Sette Nani, fino a Peter Pan’s Flight.
Abbiamo così già accumulato un numero impressionante di attrazioni prima ancora che sia arrivata metà mattina.
A questo punto possiamo finalmente smettere di correre.


Il vero spettacolo è anche fuori dalle attrazioni
Dalla metà della mattina cambiamo completamente ritmo.
Dopo aver sfruttato le prime ore per le attrazioni principali, iniziamo a esplorare Disneyland con più calma.
Ed è probabilmente questa la parte della giornata che ci permette di apprezzare maggiormente il lavoro fatto dietro al parco.
Torniamo soprattutto a Zootopia, questa volta per passeggiare senza una meta precisa.
La città è ricostruita con una quantità impressionante di dettagli: insegne, negozi, elementi architettonici, riferimenti ai personaggi e piccoli easter egg.
È una di quelle aree che meritano di essere osservate quasi come se fossero una scenografia cinematografica.
Se ci si limita a fare l’attrazione e poi si corre verso la successiva, una buona parte del lavoro degli Imagineers rimane praticamente invisibile.
Noi abbiamo invece il tempo di guardarci intorno e scoprire particolari che altrimenti avremmo probabilmente ignorato.
Ed è qui che cominciamo a capire una delle caratteristiche che più ci colpiranno di Shanghai Disneyland: la cura maniacale dei dettagli.
La pausa gastronomica a Disneyland
Naturalmente, dopo una mattinata del genere arriva anche il momento di mangiare.
E Disneyland Shanghai ci permette di fare una piccola degustazione itinerante delle sue specialità più famose.
A Jumbeaux’s Café, nella zona di Zootopia, prendiamo il mitico Chocolate Marshmallow Jumbo-pop, un gigantesco gelato al cioccolato e marshmallow a forma di zampa.
È enorme.
E costa circa 25 euro.
A quel prezzo ci aspettiamo praticamente che, una volta finito, ci ringrazi personalmente Mickey Mouse.
Però è davvero buono e soprattutto è uno di quei prodotti che, almeno una volta, bisogna provare.
A Fantasyland scegliamo invece il Winnie the Pooh Mushroom & Cheese Sandwich, un toast caldo ripieno di formaggio e funghi.
Infine arriva il turno del Corn Dog speziato, acquistato nella zona piratesca di Treasure Cove.
Croccante, saporito e perfetto per essere mangiato mentre si continua a camminare.
Un vero e proprio light lunch.
O almeno questa è la versione ufficiale.


Una barca sotto il castello e il mondo di Alice
Dopo la pausa riprendiamo l’esplorazione.
La prima tappa è Voyage to the Crystal Grotto, una suggestiva attrazione in barca che attraversa il parco e passa proprio sotto l’Enchanted Storybook Castle.
È un’esperienza molto più tranquilla rispetto a TRON o Pirates, ma altrettanto piacevole per la cura delle scenografie.
Da lì passiamo all’Alice in Wonderland Maze, un percorso labirintico dedicato al mondo surreale di Alice.
È una di quelle attrazioni che funzionano soprattutto grazie all’ambientazione e che meritano di essere percorse con un minimo di calma, guardando quello che succede intorno.
Infine proviamo Soaring Over the Horizon, la spettacolare simulazione di volo che permette di sorvolare alcuni dei luoghi più iconici del mondo.
Ancora una volta, Shanghai Disneyland dimostra di voler puntare molto sulla tecnologia per creare esperienze che vanno ben oltre il classico concetto di giostra.
Frozen, tre interruzioni e un finale inatteso
Nel pomeriggio ci spostiamo a Fantasyland, dove all’Evergreen Playhouse è in programma Frozen: A Sing-Along Celebration.
L’idea è anche quella di trascorrere un po’ di tempo al coperto, perché nel frattempo fuori il tempo è diventato davvero difficile.
Pioggia battente e vento molto forte stanno mettendo a dura prova il parco.
Lo spettacolo comincia, ma quasi subito emergono dei problemi tecnici.
L’impianto audio si blocca.
Gli attori sono costretti a interrompersi.
Dopo qualche minuto si riparte.
Poi succede di nuovo.
E ancora una terza volta.
A quel punto è evidente che qualcosa non sta funzionando e, dopo il terzo blocco, lo staff decide purtroppo di cancellare la rappresentazione e far uscire il pubblico.
Non possiamo certo dire di essere riusciti a vedere Frozen.
Ma non ci perdiamo d’animo.
Se un teatro non funziona, ne proviamo un altro.

Jack Sparrow ci salva il pomeriggio
Ci dirigiamo quindi verso Treasure Cove, dove si trova l’El Teatro Fandango, per assistere a Eye of the Storm: Captain Jack’s Stunt Spectacular.
E qui ci aspetta una sorpresa.
Già il pre-show è esilarante.
La comicità è molto diversa da quella a cui siamo abituati in Occidente: gli attori recitano le gag in maniera estremamente teatrale ed enfatica, con tempi e gestualità che inizialmente ci spiazzano.
Ma proprio per questo ci divertiamo moltissimo.
È una comicità molto cinese e, anche senza cogliere necessariamente ogni riferimento, il risultato funziona.
Lo spettacolo principale è poi un concentrato di stunt, effetti speciali, combattimenti e scene spettacolari.
E c’è anche un vantaggio collaterale non trascurabile: siamo finalmente al coperto.
Dopo ore di pioggia, il teatro diventa anche il posto perfetto per cercare di asciugarci un po’.

Le ciabatte e i 31.000 passi
A metà pomeriggio, finalmente, il tempo migliora.
La pioggia fortissima lascia spazio a un’acqua molto più leggera e possiamo tornare a passeggiare con maggiore tranquillità.
A questo punto, però, è giusto raccontare la ‘coraggiosa’ scelta che ha accompagnato tutta la mia giornata.
Visto il meteo, ho deciso di affrontare Disneyland in ciabatte da mare.
Scelta probabilmente discutibile in qualsiasi altro contesto.
Quel giorno, invece, si è rivelata abbastanza azzeccata.
Il problema è che Disneyland è enorme e, alla fine della giornata, il contapassi segnerà oltre 31.000 passi.
Con i piedi costantemente bagnati dall’alba fino a notte fonda.
Le mie articolazioni non hanno probabilmente apprezzato particolarmente l’esperienza.
Ma posso confermare che, nonostante tutto, ne è valsa assolutamente la pena.
E visto che possiamo, rifacciamo tutto
Con il miglioramento del meteo e ancora molto tempo a disposizione, decidiamo di approfittare della situazione per tornare sulle attrazioni che ci sono piaciute di più.
È uno di quei momenti in cui smetti di ragionare in termini di programma e semplicemente scegli cosa ti va di fare.
Dopo una mattina trascorsa a correre da un’attrazione all’altra, questa seconda parte della giornata è molto più rilassata.
Mickey Avenue
Prima di sera ci dedichiamo a Mickey Avenue, la strada che conduce all’interno del parco e che rappresenta una sorta di grande omaggio ai personaggi classici Disney.
È un’area molto piacevole da percorrere senza fretta.
Le facciate, i negozi, le insegne e i riferimenti ai personaggi sono curati nei minimi dettagli e rendono la passeggiata interessante anche senza avere un’attrazione specifica come destinazione.
È proprio osservando queste zone che ci rendiamo conto di quanto Shanghai Disneyland sia diverso da un semplice insieme di attrazioni.
Il design del parco è parte integrante dell’esperienza.
Ogni area ha una propria identità e, una volta entrati, è facile dimenticarsi di essere semplicemente in un parco divertimenti.

ILLUMINATE! davanti al castello
Arriva finalmente la sera.
Aspettiamo l’accensione delle luci e ci sistemiamo davanti all’Enchanted Storybook Castle per assistere allo spettacolo finale: ILLUMINATE! A Nighttime Celebration.
Il tifone, però, non ha ancora finito di farci compagnia.
Il vento è ancora troppo forte per utilizzare i droni e, per motivi di sicurezza, lo spettacolo viene proposto in una versione modificata.
Manca quindi una delle componenti previste nella versione completa, ma quello che rimane è comunque spettacolare.
Il castello si trasforma in un enorme schermo per proiezioni tridimensionali, accompagnate da laser, fontane, luci ed effetti speciali.
Il risultato è davvero mozzafiato.
Dopo una giornata così movimentata, è il finale perfetto.
Shanghai Disneyland: un parco che merita il viaggio
La cosa che più ci ha colpito di Shanghai Disneyland non è stata soltanto la qualità delle attrazioni.
È stata soprattutto la cura per i dettagli.
Ogni area sembra essere stata progettata pensando non soltanto alla grande attrazione che la caratterizza, ma a tutto ciò che la circonda.
Zootopia ne è probabilmente l’esempio più evidente, ma lo stesso discorso vale per Treasure Cove, Fantasyland, TRON e persino per la stessa Mickey Avenue.
Pulizia, scenografie, architettura, tecnologia e attenzione ai particolari contribuiscono tutti a creare un parco con un’identità molto precisa.
E anche se avete già visitato altri resort Disney nel mondo, Shanghai Disneyland merita assolutamente una visita dedicata.
Non è semplicemente una versione cinese di Disneyland.
Ha attrazioni esclusive, tecnologie particolarmente avanzate e aree tematiche che riescono a proporre qualcosa di diverso rispetto agli altri parchi.
La nostra visita è stata sicuramente fuori dall’ordinario.
Ma forse è proprio questo il bello dei viaggi.
Alla fine non ricordi soltanto quello che avevi programmato.
Ricordi soprattutto quello che è successo quando il programma ha smesso di funzionare.
E Shanghai Disneyland, nonostante il tifone Dolphin, o forse proprio grazie a lui, è stata un’esperienza che rifaremmo senza pensarci due volte.



