In un torrido pomeriggio d’agosto partiamo da Xingping per raggiungere uno dei punti panoramici più spettacolari della regione di Yangshuo. Tra pedalate lungo il fiume Li, un traghetto frequentato dai locali e una lunga scalinata sotto il caldo umido, ci aspetta un panorama che difficilmente dimenticheremo.

Dopo aver scoperto i dintorni di Yangshuo, vogliamo ammirare da vicino uno dei panorami più celebri della regione: quello dal monte Xianggong, un punto panoramico affacciato sulle grandi anse del fiume Li e sulle infinite colline carsiche che caratterizzano questo angolo della Cina.
Siamo a Xingping, un piccolo centro che conserva un’atmosfera diversa da quella delle località più grandi e turistiche della zona. È un pomeriggio d’agosto, fa un caldo tremendo e raggiungere la montagna non è semplice come prendere un taxi e farsi lasciare davanti all’ingresso. Decidiamo quindi di chiedere aiuto alla gentilissima proprietaria del nostro hotel, che si attiva per organizzare il trasferimento.
Quello che ne viene fuori si rivelerà una vera avventura, fatta di persone che ci accompagnano da un punto all’altro, mezzi di trasporto decisamente insoliti e una salita finale che metterà alla prova le nostre energie. Il tutto per raggiungere quello che, probabilmente, sarà il panorama più bello visto durante il nostro viaggio in Cina.
Prima di partire ci facciamo scattare una fotografia, che verrà inoltrata a tutte le persone coinvolte nell’organizzazione. In questo modo potranno riconoscerci facilmente e capire subito chi devono aspettare o accompagnare alla tappa successiva.
In realtà, non sarebbe stato poi così difficile individuarci: da queste parti siamo tra i pochissimi visitatori non cinesi e attiriamo spesso gli sguardi curiosi della gente del posto.
Con la foto pronta sul telefono e le indicazioni ricevute, possiamo finalmente partire.

In bicicletta lungo il fiume Li
La prima parte del percorso la affrontiamo in bicicletta. Da Xingping pedaliamo per circa cinque chilometri lungo una strada che costeggia il fiume, con alcuni tratti tutt’altro che pianeggianti.
Il caldo si fa sentire, ma il paesaggio ripaga ampiamente della fatica. Da un lato scorre il fiume Li, mentre dall’altra parte si innalzano le caratteristiche colline carsiche, con i loro profili irregolari e le forme che rendono questa regione immediatamente riconoscibile.
È un paesaggio che abbiamo già imparato ad apprezzare nei dintorni di Yangshuo, ma qui lo viviamo da una prospettiva diversa, pedalando lungo la riva e attraversando zone frequentate soprattutto dagli abitanti del posto.
La strada ci conduce verso un piccolo pontile, dove parte un traghetto utilizzato quasi esclusivamente dalla popolazione locale. Intorno all’imbarco c’è un mercatino con bancarelle di street food e qualche negozio di souvenir. Tra le proposte gastronomiche troviamo anche spiedini di insetti e omelette di gamberi: un assortimento che rende la sosta ancora più curiosa, anche se il nostro obiettivo, per il momento, è capire come proseguire il viaggio.
Qui incontriamo la nostra prima referente, una ragazza davvero gentile che ci indica dove lasciare le biciclette e ci accompagna direttamente al traghetto, procurandoci anche i biglietti.
Le bici rimangono lì, senza lucchetti e senza particolari precauzioni. In un’altra situazione probabilmente ci saremmo posti qualche domanda in più, ma qui sembra tutto assolutamente normale. Ci affidiamo alla tranquillità del posto e seguiamo la nostra accompagnatrice fino all’imbarco.


Il traghetto e gli sguardi curiosi dei passeggeri
La traversata dura soltanto pochi minuti: dobbiamo semplicemente attraversare il fiume per raggiungere l’altra sponda.
Il traghetto è un mezzo pratico, utilizzato per gli spostamenti quotidiani, e proprio per questo ci permette di osservare un pezzetto di vita locale lontano dai circuiti più frequentati dai turisti internazionali.
Anche questa breve traversata, però, si trasforma in un piccolo incontro culturale. Come spesso ci capita in queste zone della Cina, siamo al centro dell’attenzione dei passeggeri. Ci guardano con curiosità, cercano di capire da dove arriviamo e ci regalano sorrisi che ricambiamo volentieri.
In pochi minuti ci ritroviamo a condividere il tragitto con persone con cui non riusciamo davvero a comunicare a parole, ma con cui basta uno sguardo per scambiare un saluto.
Sbarchiamo sull’altra riva e ci prepariamo alla seconda parte del trasferimento. La nostra avventura, infatti, non è ancora finita.
Su per la collina a bordo di un golf cart
Ad aspettarci c’è il secondo referente, che ci accompagna poco lontano, dove troviamo il mezzo che ci porterà verso l’ingresso del monte Xianggong.
Si tratta di una piccola navetta simile a un golf cart. Saliamo a bordo e iniziamo ad arrampicarci lungo una strada stretta e ripida, che si inoltra sulla collina.
Mentre il mezzo procede in salita, ci rendiamo conto che l’autista e gli altri presenti stanno parlando proprio di noi. La curiosità è evidente e, approfittando del traduttore in tempo reale sul telefono, riusciamo a capire il senso della conversazione.
Stanno semplicemente cercando di immaginare qualcosa sull’Italia e sugli italiani, probabilmente chiedendosi chi siamo e da dove veniamo. Nulla di malizioso, soltanto il desiderio di saperne di più su tre viaggiatori stranieri capitati in una zona dove non se ne incontrano molti.
Il traduttore, che durante il viaggio si rivela spesso un alleato prezioso, ci permette almeno di intuire quello che succede intorno a noi. Non possiamo sostenere una vera conversazione, ma riusciamo a cogliere la curiosità reciproca che accompagna questo insolito trasferimento.
La strada continua a salire e, dopo qualche minuto, arriviamo finalmente in cima alla collina, all’ingresso del percorso che conduce al monte Xianggong.


La scalinata verso il monte Xianggong
Una volta acquistati i biglietti, iniziamo la salita a piedi.
Davanti a noi c’è una scalinata lunga e ripida, che conduce alle terrazze panoramiche del monte Xianggong. In condizioni climatiche più favorevoli sarebbe già una salita da affrontare con un minimo di impegno; con il caldo umido di un pomeriggio d’agosto, invece, diventa una vera prova di resistenza.
I gradini sembrano non finire mai e l’umidità rende ogni sforzo più pesante. Procediamo cercando di mantenere il nostro ritmo, consapevoli che il panorama che ci aspetta dovrebbe ripagare della fatica.
Per fortuna, il tratto più impegnativo dura circa un quarto d’ora. Quando finalmente raggiungiamo le terrazze panoramiche, la stanchezza lascia rapidamente spazio alla meraviglia.
Davanti a noi si apre uno spettacolo straordinario.

Il panorama più bello del viaggio in Cina
Molto più in basso scorre il fiume Li, che disegna grandi anse tra le montagne. Sull’acqua si muovono numerose piccole imbarcazioni, che avanzano lentamente, quasi in fila indiana, seguendo il corso del fiume.
Alzando lo sguardo, ci troviamo circondati da un’infinità di colline carsiche. Alcune sono vicine e ben definite, altre si sovrappongono in lontananza, creando una successione di rilievi che sembra non avere fine. Il verde della vegetazione contrasta con le forme delle montagne e il fiume attraversa il paesaggio come un nastro che si piega tra le vallate.
È proprio questa combinazione a rendere il panorama così speciale: non c’è un singolo elemento a catturare l’attenzione, ma un insieme di montagne, acqua e profondità che si fondono in una scena difficile da descrivere con una fotografia.
Il monte Xianggong è conosciuto proprio per queste vedute sul fiume Li e sulle montagne carsiche della regione. Da quassù si comprende quanto il paesaggio sia articolato e quanto il fiume ne sia parte integrante: non soltanto un corso d’acqua tra le montagne, ma l’elemento che collega visivamente le diverse parti della valle.

Restiamo a lungo ad ammirare il panorama, senza avere particolare fretta di ripartire. Ci riempiamo gli occhi e il cuore di tanta bellezza, godendoci un momento che dà senso a tutti gli spostamenti necessari per arrivare fin qui.
Intanto, il sole comincia ad avvicinarsi all’orizzonte e il cielo si colora gradualmente. La luce cambia, le montagne assumono tonalità diverse e il paesaggio diventa ancora più suggestivo.
È difficile stabilire se sia davvero il panorama più bello dell’intero viaggio, ma in quel momento è sicuramente uno di quelli che ci colpiscono di più. E forse proprio il percorso per raggiungerlo contribuisce a renderlo ancora più speciale: non siamo arrivati comodamente in auto, ma abbiamo seguito una piccola catena di persone e mezzi locali, superando una salita faticosa per conquistare questa vista.
Dopo oltre un’ora trascorsa sulle terrazze, decidiamo che è arrivato il momento di scendere.
Il ritorno: una Rolls-Royce… in versione golf cart!
Ripercorriamo la lunga scalinata in discesa e raggiungiamo nuovamente la base del percorso. Dopo qualche minuto arriva il nostro autista, pronto a riportarci verso il fiume.
Questa volta, però, il mezzo è ancora più particolare: ci aspetta un golf cart costruito con una carrozzeria che richiama quella di una Rolls-Royce, tutta luccicante e decisamente appariscente.
Saliamo a bordo e in pochi minuti siamo di nuovo lungo il fiume, pronti a ripercorrere al contrario la nostra piccola catena di trasferimenti.
Ritroviamo la stessa persona che ci aveva accolti all’andata. Ci fornisce il biglietto per riprendere il traghetto, che in realtà è una banconota utilizzata per la traversata. Un altro piccolo dettaglio di questa organizzazione informale ma efficace, che ci ha permesso di raggiungere il monte senza dover gestire da soli ogni singolo spostamento.
Attraversiamo nuovamente il fiume e torniamo al punto in cui avevamo lasciato le biciclette. La luce comincia a calare, quindi recuperiamo le nostre bici e ci prepariamo a pedalare verso Xingping.


Una pizza a Xingping: la sorpresa di Nostalgia
Dopo tanti pasti a base delle specialità cinesi, che adoriamo e che ci hanno accompagnato per tutto il viaggio, ci viene in mente una pizzeria dal nome italiano che abbiamo notato nel villaggio. Si chiama Nostalgia e decidiamo che è arrivato il momento di concederci una pizza.
Raggiungiamo il locale e scopriamo che siamo gli unici clienti. Diamo un’occhiata al menu, che si rivela piuttosto particolare, e preferiamo non rischiare troppo: scegliamo una classica margherita.
Quando arriva, la pizza non è affatto male e lo facciamo presente alla titolare, spiegandole che conosciamo bene questo piatto e che la sua versione ci è piaciuta.
Lei è davvero contenta dei complimenti. A quel punto scopriamo anche la storia del nome del locale: ha scelto Nostalgia semplicemente perché le piaceva come suonava, senza conoscerne il significato italiano.
Glielo spieghiamo, raccontandole che la parola richiama la mancanza di qualcosa o qualcuno che si trova lontano, un ricordo o un luogo a cui si è legati. È un piccolo scambio, semplice ma piacevole, che conclude la giornata con un altro incontro inatteso.
Consigli pratici per visitare il monte Xianggong
- Considerate il percorso completo: raggiungere il monte può richiedere diversi spostamenti, non soltanto la salita finale. Chiarite prima con chi vi aiuta ad organizzare come avverranno sia l’andata sia il ritorno.
- Preparatevi alla scalinata: la salita è ripida e, con il caldo estivo, può risultare impegnativa. Portate acqua, indossate scarpe adatte e prendetevi il tempo necessario.
- Valutate l’orario: il pomeriggio può regalare una bella luce verso sera, ma è importante verificare gli orari di apertura e assicurarsi di avere tempo sufficiente per scendere e rientrare.
- Lasciate spazio agli imprevisti: parte del fascino di questa esperienza è stata proprio la successione di piccoli incontri e trasferimenti. Con un minimo di organizzazione e un po’ di flessibilità, anche il tragitto può diventare parte dell’avventura.

